.

 
unfogliobianco 
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  altraprospettiva
lettereitaliane
  cerca


 

diario |
 
Diario
3544visite.

12 dicembre 2010

Acqua e sale

...chi ti ha insegnato a piangere, e perchè lo ha fatto?..in fondo sentirsi delusi è già abbastanza triste.




permalink | inviato da Prassitele il 12/12/2010 alle 15:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

3 febbraio 2009

...Il tempo andato non ritornerà...

...e un altro giorno è andato e la sua musica è finita, quanto tempo è orami passato e passerà...(?)




permalink | inviato da Prassitele il 3/2/2009 alle 0:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

12 dicembre 2008

A Natale...

...si avvicina il Natale, e ciò che sento non cambia molto da quello che provo in un normale giorno di ferie..

Come è che la fretta che ho addosso e che non riesco a levarmi non mi lascia tempo per pensare alle questioni della mia spiritualità?




permalink | inviato da Prassitele il 12/12/2008 alle 19:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

2 dicembre 2008

Come mi è dolce...

Ditemi, a quale momento della giornata non sapete rifiutare?

Oggi ho avuto modo (e tempo) di notare come la nostra vita sia scandita dal suono.

La mattina ti suona la sveglia, fredda e precisa, il trillo del microonde ti avvisa che il latte è caldo e la moca Bialetti sbuffa perchè il caffè freme e trabocca dal metallo rovente...Sali in macchina che la radio è già accesa, il "beep" della riserva suona ancora, anzi ti perseguita ancora!!Trovi il coraggio di partire e sulla strada che ti separa dal lavoro già dal primo incrocio si parte con un rullo di clacson, una ritornello di sgasate isteriche per terminare con un epico assolo di insulti tra automobilisti indemoniati; non male come inizio...
Al lavoro, se sei fortunato e non usi un computer, hai comunque un telefono che trilla stiticamente, un capo che ti urla dritto nel timpano le strategie di marketing da adottare e una collega che prorpio non riesce a starsene zitta e freme dalla voglia di raccontarti tutta la serata stupenda che ha trascorso ieri...come se tu l'avessi supplicata di farlo!!

Ma da quando è diventato tutto così assordante?

Questo "breve" ma standardizzato iter sonoro, a volte non ce ne si accorge nemmeno, ti accompagna fino a casa la sera, ti fa sedere a tavola, ti fa lavare i piatti e sentire l'ennessima telecronaca di una partita scadente in onda alla tv oppure la canzone che la radio passa da novembre..."a novembre la città si spense in un istante"..."magari...ma se ci sei tu che canti, Giusy!!Stai zitta un po', per favore!"

Eppure un momento c'è sempre...

...è lì, che ti aspetta, dopo lo sciacquone del water, dopo i gargarismi col colluttorio, dopo aver augurato "Buona notte" anche al cuscino....

...ti trovi nel letto solo, zitto e con il mondo fermo..


..la canzone di Giusy è finita, il telefono spento è un nemico arreso, se sei fortunato il partner, steso sul fianco non russa, la playlist dell'i-pod che tuo figlio sente anche a letto ha suonato l'ultima nota da un pezzo, sulla strada accanto a casa le macchine non passano più, i cani non abbaiano e le sirene lontane ti lasciano in pace...

Come mi è dolce

stare per quei pochi minuti, prima che Morfeo mi rapisca, in silenzio.
Mi accorgo che non è scontato, non si ottiene facilmente, e non arriva quando meno te lo aspetti, come le sorprese...Il silenzio non ti sorprende mai, a volte non si apprezza nemmeno...

Abbiamo paura del silenzio!

Ci siamo circondati di televisioni, radio, telefoni, auto, lettori musicali...passiamo il fine settimana in luoghi dove decibel assordati lacerano i nostri timpani e le giornate in uffici che vibrano come casse di risonanza...

...non riusciamo a stare in silenzio perchè oggi silenzio è sinonimo di solitudine...e star soli ci fa paura!Di cosa?Perchè?...

Ecco quindi che tra i vari momenti della mia giornata non riesco a fare a meno del silenzio prima di coricarmi...per sentire ancora ciò che ho da dirmi e raccontarmi, per cercare ancora quel mio "fanciullo", solo, sussurrarmi con una fievole voce : "Buona notte..."


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. silenzio solitudine rumore

permalink | inviato da Prassitele il 2/12/2008 alle 18:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

1 dicembre 2008

Un Foglio Bianco

Ho la fastidiosa sensazione di star perdendo tante cose nella mia vita...

Sin da piccolo mia madre mi metteva, per almeno un'ora al giorno, seduto al tavolo della nostra calda e accogliente cucina per scrivere..
Scrivevo per imparare a scrivere meglio inizialmente, per raccontare in una breve frase come era andata la giornata oppure, raramente, per un biglietto di auguri ad un parente, ad un amico o ad uno sconosciuto...
Ero piccolo e tante cose (o persone) che stavano attorno a me non le conoscevo, o meglio le stavo iniziando ad esplorare...

..le esploravo come facevo ogni volta con quel foglio bianco che mi trovavo puntualmente sul tavolo accanto ad una penna..
Controllavo se aveva segni, orecchie, le righe oppure i quadretti, cercavo di capire se era un foglio fortunato, stampato e ben piegato, o uno sfortunato perchè strappato ad un'agenda o ad un diario.

...mia madre diceva che ogni foglio ha una sua storia da raccontare...


I fogli sfortunati erano e sono tutt'ora i miei preferiti...ho la netta impressione di far loro un piacere ad usarli (visto che la loro funzione vera l'hanno persa dopo esser stati strappati) qualsiasi cosa scriva..

Un foglio è come una persona se ci si pensa un po' su: ha diversi colori (ma non per questo un foglio di un colore è migliore di un altro), pesi diversi (tuttavia a volte è più utile un cartoncino di una velina), anche formati diversi (però spesso un fogliettino passato di nascosto sottobanco ti fa sussultare più del poster del tuo supereroe appeso in camera).

Non riesco a restar fermo quando mi trovo davanti ad un foglio con una penna in mano...

Purtroppo ci troviamo in un mondo dove anche lo strumento che non apprezzi ti è necessario come l'acqua per un pesce...e così è internet o questo blog, dove scrivo per la prima volta.

Non sono un bigotto, e concordo nel dire che un'"evoluzione" è necessaria, soprattutto se si pensa alle montagne di scartoffie negli uffici di ogni città o alle tonnellate di giornali distribuiti (oggi addirittura gratis) per esser gettati al primo cestino o ancora alle migliaia di alberi abbattuti per farli,i fogli...

..però ho paura che si perda la letterina di S.Lucia che un genitore scrive a suo figlio la sera, prima della notte più lunga dell'anno, quando non si riesce a dormire per l'emozione o la paura di esser stati "cattivi"..
..di perdere i biglietti d'auguri dove gli amici scrivono le frasi più stupide e ambigue che una persona possa leggere nella sua vita..
..di dimenticare la scrittura dolce e sinuosa di mia madre o quella precisa e lineare di mio padre..

Ho paura, un giorno di prendere in mano una penna e non saper che fare.

Scrivo per assurdo queste mie riflessioni quì, dove tutto si trova e tutto si perde, dove un file freddo e senza orecchie nè quadretti contiene i miei "bit" più profondi, dove può esser letto da tutti o da nessuno come se fosse nascosto sotto i calzini spaiati nell'ultimo cassetto di camera tua, dove un folgio bianco uno ce l'ha sempre davanti ma spesso non sa proprio da che parte cominciare senza una penna in mano...


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. foglio bianco

permalink | inviato da Prassitele il 1/12/2008 alle 20:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia
febbraio